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Innovare con i giusti modelli mentali

In questo articolo imparerai a conoscere:
come arricchire la nostra capacità di innovazione costruendo nuovi modelli mentali

Perché leggerlo:
perché l’innovazione non può essere dedotta dalle conoscenze che abbiamo. Una buona idea necessita di nuova linfa creativa, nuove prospettive ed idee, nuovi modelli a cui ispirarsi

Cosa lo ha ispirato:
From Gemini to Lynx

Ognuno di noi ha un modo tutto suo con cui organizza, percepisce e comunica la propria realtà. In sintesi, abbiamo il nostro mental framing.

Il framing è quello sforzo che ogni persona compie ogni volta che si trova in un nuovo contesto e consiste nel riconoscere "cosa sta accadendo in quel contesto"

Il modo attraverso il quale “inquadriamo” un problema, un evento a cui stiamo partecipando, una particolare situazione che stiamo affrontando, influenza il modo in cui acquisiamo e processiamo le informazioni e, di conseguenza, agiamo e ci comportiamo.

Il mental framing crea una sorta di filtro mentale che altera il modo in cui le informazioni vengono trattenute nella nostra mente. Pertanto ognuno di noi in base osserva e classifica tutto in un suo personale schema che ha acquisito in precedenza.

Da questo modo di inquadrare la realtà costruiamo un modello mentale ovvero, come li definisce Peter Senge nel suo libro The Fifth Discipline: "supposizioni profondamente radicate, generalizzazioni o anche immagini che influenzano il modo in cui comprendiamo il mondo e come agiamo"

Semplificando al massimo, i modelli mentali rappresentano il modo in cui comprendiamo il mondo o ancor meglio il modo in cui secondo noi “funziona” qualcosa.

Sono “scorciatoie cognitive” che le persone usano per aiutare a dare un senso a informazioni complesse, ad interpretare il mondo che ci circonda e a rappresentare quel mondo per gli altri e, soprattutto, ci aiutano a organizzare fenomeni complessi in maniera coerente e comprensibile.

 

Che cosa hanno a che fare i modelli mentali nella gestione dell’innovazione?


Abbiamo un'idea nuova per un prodotto, un nuovo modello di business, una nuovo progetto da realizzare. Nel costruire questa idea partiamo, consciamente o inconsciamente, da un modello, ed in base a questo immaginiamo come il nuovo prodotto dovrà funzionare ed in che modo andrà a creare valore per i nostri clienti.

Il punto è che se da un lato per tutte le cose delle quali abbiamo già esperienza e possiamo rifarci a dei “modelli” già funzionanti è facile l’applicazione, quando invece dobbiamo costruire qualcosa di radicalmente nuovo oppure applicare un modello ad un nuovo contesto, si complica un po’ il tutto.

Come afferma Schumpeter, l’innovazione non può essere dedotta dalla conoscenza esistente. Per questo motivo risulterà fondamentale sviluppare in noi e nel nostro team la capacità di costruire nuovi modelli.

 

Da dove partire? Dalle relazioni.


Quando consideriamo un fenomeno del mondo reale e cerchiamo di comprendere le relazioni di causa ed effetto che sono proprie di un "sistema", se ci stiamo chiedendo ad esempio come possiamo vendere questo nuovo prodotto, oppure come strutturare il lavoro nel nostro team, è fondamentale analizzare non solo le proprietà delle parti coinvolte ma soprattutto la qualità e le modalità di connessione che si generano tra tutti gli elementi.

Come impatta quel prodotto sulla vita del nostro clienti. Quali bisogni attiva? In che modo, attraverso quali canali e che tipo di esperienza vive quando entra in contatto con esso. Come si relaziona il nostro prodotto nel contesto in cui viene fruito e in che preciso momento viene acquisito? Come si relaziona con altri prodotti analoghi che potrebbero sostituirlo?

Se ci fermiamo a costruire queste simulazioni (o meglio “scenari”) e proviamo ad immaginare le possibili relazioni partendo dai modelli mentali che abbiamo acquisito, senza provare a metterli in discussione, avremmo sicuramente scelte e soluzioni limitate, poco dirompenti.

Siamo sicuri, infatti, che il modello potrebbe essere "applicato" nel nostro caso? Ci sono eccezioni a questa regola?

Possiamo comprendere dunque che per disegnare nuovi scenari e nuove connessioni abbiamo bisogno di nuova linfa ed acquisire nuovi modelli mentali



Come sviluppare la nostra capacità di costruirne nuovi?


Chiediamo feedback: soprattutto nelle prime fasi del progetto, un mentor o un confronto con una persona di reale esperienza può far emergere alcuni presupposti e abitudini che potrebbero limitare la nostra visione.

Documentiamoci il più possibile: leggere molto, alimentare il pensiero laterale e traslazionale è la migliore fonte di risoluzione dei problemi e di innovazione. Casi studio e biografie, come le simulazioni, possono aprirci le porte a nuovi modi di pensare.

Visione sistemica. Quando affrontiamo una situazione, non limitiamoci a pensare solo a come gestirla. Proviamo, invece, a trovare lo schema di base che possiamo applicare a situazioni simili in seguito. Lavoriamo sui componenti e come interagiscono. Proviamo a mettere in campo più teorie possibile.

La prospettiva di inversione è uno dei modelli mentali più potenti. Piuttosto che pensare al risultato desiderato, proviamo a considerare quello che vorremmo evitare.

Siamo sempre consapevoli del nostro pensiero e proviamo a neutralizzare i nostri pregiudizi, prestando attenzione ai nostri pensieri, sentimenti e comportamenti e all'effetto che questi possono avere su di noi e sugli altri intorno.
Proviamo a costruire team cross-funzionali. Proviamo ad includere nel nostro gruppo di lavoro, persone che hanno background, tipi di esperienza e funzioni lavorative diversi.

Includere ed integrare nuove prospettive. In un confronto proviamo sempre a discutere le differenze per ottenere chiarezza e comprensione reciproca. Aiutiamo a far crescere e sviluppare il nostro team creando condizioni che consentano alle persone di condividere e produrre nuove ipotesi e conoscenze.

 

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