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Darwin o Einstein: quale miglior approccio per essere creativi?

Alcune menti sono così eccezionali che cambiano il mondo. 

 

«Che cos'è il genio? È fantasia, intuizione, colpo d'occhio e velocità d'esecuzione.»

Amici miei atto II (1982) 


Scott Fitzgerald scrive Il grande Gatsby a 29 anni. Concettualista.

Pablo Picasso dipinge  Les Demoiselles d'Avignon a 26 anni. Concettualista

Orson Welles dirige Citizen Kane a 26 anni. Concettualista

 

Mark Twain ha scritto Le avventure di Huckleberry Finn a 50 anni. Sperimentalista

Alfred Hitchcock ha realizzato Vertigo a 59 anni. Sperimentalista


La disciplina dell'economia ha tradizionalmente rifiutato di studiare il comportamento e le conquiste di individui specifici. Eppure la creatività, fonte primaria del cambiamento tecnologico, al centro dell'innovazione e della crescita economica, è il dominio di individui e team straordinari.  

 

Trasformare in realtà idee e concetto nuovi, la capacità di percepire il mondo in modi nuovi, di trovare schemi nascosti, di stabilire connessioni tra fenomeni apparentemente non correlati e di generare soluzioni, la creatività implica due processi: pensare, quindi produrre. Si perchè complementare ad essa è l’innovazione ovvero l'implementazione di quell’idea sotto forma di un prodotto, servizio o processo nuovo o notevolmente migliorato che crea valore per qualcuno.

 

Il punto è: esiste un’età specifica o un periodo particolare della nostra vita in cui si è più creativi ed innovatori? 

 

David W. Galenson, professore presso il Dipartimento di Economia dell'Università di Chicago, nel suo lavoro  " Understanding Creativity ", ha analizzato come il genio creativo tenda a manifestarsi molto giovane, o molto più tardi, quando qualcuno si avvicina o addirittura ha superato i 50 anni. Questo perché ci sono due approcci molto diversi alla creatività. 

 

Cosa cambia?

 

La teoria di Galenson divide i “creativi” in due classi: concettualisti, che fanno innovazioni radicali nel loro campo in età molto precoce; e sperimentalisti, le cui innovazioni si sviluppano lentamente in un lungo periodo di sperimentazione e perfezionamento.

 

Ciò dipende effettivamente dal fatto che il talento tende a creare nuovi modelli ed idee in modo induttivo, costruendo in modo incrementale dall'osservazione, o deduttivamente, ovvero quando crea la sua innovazione come conseguenza di una nuova idea.

 

Darwin, come Twain e Hitchcock, è uno sperimentalista. Ha trascorso decenni osservando minuziosamente il mondo naturale e mettendo insieme la sua teoria così’ come Mark Twain che ha riscritto e rivisto Huck Finn per oltre decennio.  

L'età media dei fondatori di startup di successo  è in realtà 44 anni. Da Tony Ryan di Ryanair a Gary Burrell di Garmin, questi non sono ragazzi che hanno avuto un’idea improvvisa. Sono veterani del settore che nel tempo hanno sperimentato modi migliori per fare le cose. 

 

 Concettualisti vs. sperimentalisti 

 

Gli innovatori e creativi concettualisti lavorano partendo da un'idea geniale, radicale e globale. Come Einstein che torna a casa dopo la giornata all’ufficio brevetti di Berna e con un’idea brillante improvvisa, formula la teoria della relatività.  

Diversa cosa sono gli innovatori sperimentali come Burell e Ryan. Lavorano per tentativi ed errori e arrivano ai loro principali contributi gradualmente con una maggiore esperienza.  

 

Gli innovatori sperimentali cercano e gli innovatori concettuali trovano.

 

Non sempre abbiamo dalla nostra il dono di un’idea geniale. La creatività che rappresenta una skill importante per un percorso di innovazione può essere coltivata se disegnata come un'abitudine di apprendimento, che richiede tempo, abilità e comprensione specifica dei contesti in cui si trova ad essere applicata. 

Possiamo scegliere un approccio induttivo e deduttivo per generare nuove idee e nuove informazioni. In entrambi casi sperimentare la nostra idee innovativa resta la componente essenziale per costruire un modello di business di successo che sia desiderabile (la gente lo vuole), fattibile (possiamo farlo davvero) e deve essere redditivo.

Se però, non siamo più giovani di talento, abbiamo una certezza in più. Come suggeriva grande Alberto Manzi, se abbiamo dalla nostra esperienza e saggezza pratica, possiamo affermare con certezza che: “Non è mai troppo, tardi”...

 

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