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A scuola di innovazione con Squid Game

In questo articolo imparerai a conoscere:
Non solo manuali ed esperienze dirette possono aiutarci nel prendere le giuste decisioni e risolvere problemi complessi. Anche i giochi, meglio ancora se all'interno della serie tv del momento, possono regalarci importanti spunti di riflessione.

Perché leggerlo:
Per comprendere come il gioco può essere un antidoto alla complessità

Cosa lo ha ispirato:
Squid Game

E’ la serie TV del momento, la più vista su Netflix e tra le più viste in assoluto.

Per i pochi che ancora non ne hanno sentito parlare, è la storia di un gruppo di persone accomunate da un unico e disperato bisogno di denaro che, intrappolate su un’isola segreta, gareggiano gli uni contro gli altri in vari giochi per bambini per vincere il montepremi di circa 33,4 milioni di euro. Il problema è che, almeno all’inizio, non sanno che essere eliminati dal gioco significa morire.

A decretarne il successo, da un lato temi sociali importanti come integrazione, riscatto sociale e disuguaglianza, dall’altro il fascino del gioco che con le sue regole azzera (almeno in partenza) le differenze e democratizza le opportunità. Tantissimi i topic e gli ingredienti di riflessione che catturano l’attenzione degli spettatori. D’altro canto si sa, le storie ci affascinano. Attraverso le storie viviamo un’esperienza, un modo per chiarire a noi stessi come pensiamo, cosa proviamo e quali valori guidano le nostre decisioni. Dalle esperienze dei personaggi che ci appassionano acquisiamo maggiore consapevolezza di chi siamo.

Storie non solo. Anche in tema di innovazione, Squid Game ci offre diversi spunti su cui riflettere. Le 9 puntate, infatti, rappresentano un viatico importante per chi opera in contesti ed ambiti complessi come quello dell’innovazione. Scopriamo perchè insieme.


Decisioni difficili da prendere? Prevedere il comportamento umano?
Il gioco ci aiuta a comprendere la complessità

Il gioco ci affascina ma al tempo stesso ci educa. Una delle grandi potenzialità del gioco è proprio quella di rappresentare e semplificare la comprensione di sistemi complessi in modo non lineare. Una sorta di filtro narrativo grazie al quale possiamo inquadrare e comprendere meglio, in modo più profondo un problema, le relazioni tra gli elementi e quali comportamenti influenzano un effetto o un risultato che osserviamo.

 

Esperienza di valore: per i nostri clienti e per tutti gli stakeholder

L’esperienza per un cliente non è un semplice scambio dare avere. E’ emozione, è coinvolgimento, è sfida, ha un significato, è una storia a tappe. Il gioco ha in sé meccaniche e dinamiche universali come livelli (percorso da compiere), feedback immediato (per aiutare i progressi), punteggi e punti (per regalare al giocatore il senso di gratificazione), riconoscimenti (per risultati conseguiti) competizione e collaborazione (quando più persone sono coinvolte) che ci aiutano a costruire esperienze dinamiche, ricche e soprattutto interessanti ed ingaggianti.

 


Emozioni umane e passaparola: connessioni virali

Prima di inoltrarci nel dettaglio dei giochi, un grande plauso alla strategia di marketing che ha generato un impatto incredibile (un numero su tutti le vendite di Vans slip-on bianche aumentate del 7.800% dall’uscita della serie) con il passaparola protagonista. La serie, infatti, non è stata supportata all’inizio da nessuna grande campagna marketing o a mezzo stampa rispetto a tutti gli altri grandi spettacoli di Netflix, ma è riuscita comunque a catturare l’attenzione di tutti. Squid Game ha dimostrato che il Word Of Mouth Marketing, la più antica forma di marketing, può essere ancora oggi il fattore trainante nelle attività di promozione.

Con i social media ed una community famelica di contenuti di valore, la sfida per le aziende è provare ad innescare un'ondata di tendenze o buzz per costruire il passaparola intorno ai propri prodotti/servizi. La leva da sfruttare: il naturale nostro desiderio di condividere qualcosa di strano, di diverso, di sensazionale con la nostra cerchia di amici e familiari; attività che nel piccolo ci regala soddisfazione, piacere, riconoscimento e ci offre un ottimo spunto di conversazione.


Nel caso di Squid Game, la violenza, il sangue, le meccaniche del gioco, il mistero della regia occulta dietro il gioco mortale, sono tutti enzimi naturali universali che attivano l’attenzione degli spettatori di ogni parte del pianeta oltre ogni differenza culturale (ricordiamoci che la serie supera la barriera di non essere doppiata in italiano).

Se gli spettatori sono coinvolti ad un livello emotivo profondo, possono connettersi in maniera più empatica con la storia e con i personaggi e costruire un legame più intenso con essi.

Lo spunto per i team di innovazione? Non essere focalizzati solo sul “raccogliere” (dati, follower) piuttosto lavorare sul desiderio e sulla qualità delle “connessioni”, specialmente quelle degli early adopter.

 

 

Non sappiamo cosa vogliono veramente i nostri clienti finché non glielo mostriamo 

Il successo della serie porta con sé nel profondo i tanti sacrifici economici del suo creatore Hwang Dong-hyuk che ha lavorato a Squid Game per dieci anni prima di trovare qualcuno che fosse disposto ad investire in quella storia. Tanti infatti non vedevano la storia appetibile per il grande pubblico.

Lo spunto per i team di innovazione? Spesso i nostri clienti non hanno percezioni dei reali bisogni o desideri. Non possiamo sempre seguire la norma convenzionale e dipendere dai dati storici per determinare cosa verrà dopo. La soluzione? Assumere rischi calcolati e, soprattutto, testare, testare, testare continuamente.

 

L’importanza di un team variegato e ben organizzato

Tutti i membri di un'organizzazione o di un team di innovazione contribuiscono con le loro competenze e conoscenze specifiche individuali.
Tutti sono responsabili in quanto detentori di un patrimonio unico di esperienze, conoscenze, modelli mentali e competenze. Quando si lavora insieme, se tutti i membri del team riescono ad integrare le singole prospettive intorno ad un obiettivo comune diventiamo più forti, produttivi ed innovativi. Il gioco del Tiro alla fune e le successive tecniche messe in campo dal numero 001 ci ricordano tutto questo.


Impariamo ad essere resilienti partendo dalla nostra unicità.

“E’ sbocciato il fiore di mugunghwa” ( il fiore nazionale della Corea del Sud scelto per la sua resilienza) canta il robot con le sembianze da bambina mentre emula il nostro “Un, due, tre stella”. Il primo gioco ha un effetto devastante perché mette tutti i giocatori di fronte ad una scelta senza appello: impara velocemente, muoviti agilmente altrimenti sei morto.

Sappiamo farlo anche noi?

Nel suo libro "Managing Oneself", Peter Drucker afferma che ci vuole molta più energia e lavoro per passare da incompetenti a mediocri rispetto a quelli necessari per passare da prestazioni di prim'ordine all'eccellenza.

Per questo è importante partire sempre dai nostri punti di forza e dai nostri valori per prendere decisioni sagge ed imparare a muoverci agilmente. Operiamo al meglio solo quando diventiamo consapevoli di cosa ci rende unici ed in quale contesto ci muoviamo meglio, soprattutto quando dobbiamo affrontare scenari complessi.

Come scoprirlo? Queste tre domande possono tornarci sempre utili:
1. Cosa richiede la situazione?
2. Dati i nostri punti di forza, i nostri valori e le nostre modalità di esecuzione, come possiamo dare il maggior contributo a ciò che deve essere fatto?
3. Quali risultati dobbiamo raggiungere per fare la differenza?


La sfida dei biscotti: THINK!

Spesso non dedichiamo abbastanza tempo ad analizzare a fondo ad un problema, forse perché abbiamo il timore di sprecare tempo. Capita, dunque, che spesso ci tuffiamo in attività e task da svolgere senza aver prima analizzato bene un problema, convinti di essere in questo modo più produttivi. Fattori quali la complessità e l’incertezza devono essere inquadrati ed interpretati bene prima di decidere quali azioni mettere in campo, riconoscere la tipologia di situazione in cui ci troviamo analizzando con attenzione non solo gli oggetti ma anche la tipologia di relazioni tra le parti può salvarci la vita. In questo modo anche un compito difficile come separare con un ago una forma ad ombrello da un biscotto piatto e sottile.

Essere ultimi non significa fallire

Nessuna impresa importante con un alto grado di sfida, di innovazione e la capacità di poter generare un cambiamento significativo è stata compiuta senza rischi. Il fallimento e il rifiuto sono sempre opportunità per imparare. E per imparare occorre tempo. Se siamo sospesi in un ponte di vetro ad oltre 100 metri ed una delle due basi di vetro non temperato non reggerà il nostro peso, meglio essere gli ultimi ed imparare dagli errori degli altri.

 

Coltiviamo connessioni di qualità che abbiamo intorno


Costruire relazioni di qualità. La relazione tra il numero 001 e Seong Gi-hun
così come tra le due donne Kang Sae-byeok e Ji-yeong diventa fondamentale per la sopravvivenza dei protagonisti e per vincere le sfide del gioco.

Non occorre costruire intorno a noi una rete di milioni di connessioni se poi non diventano relazioni di spessore. Per farlo dobbiamo essere autentici. La maggior parte delle persone sceglie di fare affari solo con aziende e Brand che ritengono autentiche, e per costruire autenticità e fiducia occorre qualità, tempo e soprattutto cura. La fiducia crea, infatti, fidelizzazione (loyalty) al marchio e costruisce il desiderio del cliente di promuovere (advocacy) il Brand all’interno del suo network.

In periodi di incertezza, di cambiamenti improvvisi, Loyalty e Advocacy sono bussole fondamentali per aiutare un'azienda a superare qualsiasi momento critico.

Se poi aggiungiamo il fatto che relazioni di qualità significano possibilità di conoscenza ed accesso ad informazioni rilevanti (dati sui clienti, interessi, bisogni, know-how...), identificare le minacce, i trend, le novità ed i cambiamenti in anticipo (o magari le regole del gioco in anteprima come il medico che aiuta le guardie) gestire il rischio e le fasi di incertezza in maniera distribuita sull’intero patrimonio di relazioni e connessioni che esprimiamo, ecco che chi si muove da solo...è morto.

 

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