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Il potere dell'uomo, nell'epoca dell'algoritmo: Sensemaking

In questo articolo imparerai a conoscere:
Il sensemaking è il processo attraverso il quale varie informazioni, intuizioni e idee si fondono in qualcosa di più importante. Non possiamo fare uso della conoscenza senza prima darci un senso.

Perché leggerlo:
Per innovare con successo, è necessario capire come le persone percepiscono e costruiscono valore. Comprendere ed integrare il significato che i nostri clienti, partner, team fornitori danno alle cose intorno a noi è il prerequisito per raggiungere l'obiettivo.

Cosa lo ha ispirato:
Da leggere ascoltando... You gotta be real

Nel suo libro “Sensemaking: The Power of the Humanities in the Age of the Algorithm”, Christian Madsbjerg, fondatore e senior partner di ReD Associates, definisce il Sensemaking come un pensiero integrativo di diversi tipi di conoscenza, ovvero l’abilità di raccogliere dati da più fonti ed integrarli in una sola cornice concettuale.

“Madsberg - ha recensito l'Harvard Business Review - sostiene che, a meno che le aziende non si preoccupino di comprendere gli esseri umani rappresentati nei loro set di dati, rischiano di perdere il contatto con i mercati che servono. Dice che la profonda conoscenza culturale necessaria al business non proviene da una ricerca di mercato basata sui numeri, ma da uno studio di testi, lingue e persone guidato dalle discipline umanistiche."


Proviamo a semplificare.

In generale, possiamo assumere che esistono due tipi di conoscenza:

  • la conoscenza oggettiva
  • la conoscenza soggettiva.

Definiamo “oggettivo” ciò che è indipendente da preferenze, interpretazioni, convinzioni o opinioni personali di un individuo. “Soggettivo”, viceversa, è ciò che dipende dalla preferenza personale, dall'interpretazione, dal credo o dall'opinione.


Perchè il Sensemaking è fondamentale nella gestione dell’innovazione e come processo all’interno della nostra organizzazione?

Immaginiamo di avere un nuovo prodotto da sviluppare. Sulla base della nostra esperienza supponiamo (ma, in fondo, ne siamo già sicuri) di aver avuto un’idea pazzesca e innovativa e che questo prodotto possa far impazzire i nostri clienti. Alla prima riunione interna, tuttavia, iniziano a piovere critiche su funzioni e modifiche da implementare.

Perché?

Quando ci troviamo nell’ambito della conoscenza soggettiva, ognuno di noi costruisce il proprio punto di vista a partire dalla propria esperienza. Per questo, se dobbiamo costruire un qualcosa di nuovo, dobbiamo necessariamente costruirlo insieme a tutti, integrando prospettive, significati ed esperienze di tutti. In una parola: sensemaking.

Nell’ambito delle attività di una startup, allo stesso modo saranno avviati i primi test, ottenuti i primi risultati negativi, ma la ricchezza sarà determinata dai pareri e dalle esperienze di confronto con clienti, partner ed investitori differenti, pareri ed esperienze che saranno riportati all’interno del team e ne integreranno i significati.

Come trovare il bandolo della matassa ed allinearci tutti sulle prossime azioni da intraprendere?

Sensemaking è, dunque, il processo mediante il quale le persone danno un significato alle loro esperienze collettive, oppure, nell’ambito della nostra organizzazione, come definisce il sociologo Weick:

uno strumento per la risoluzione di problemi complessi, per affrontare domande difficili e passare all'azione, comprendere il valore di quello che facciamo per noi e per gli altri.

Attenzione, però: non è un processo decisionale. Il Sensemaking non ci aiuta a prendere decisioni migliori, bensì a creare un motore capace di tradurre le decisioni in comportamenti, soprattutto quando la strada da intraprendere è tutta da esplorare e non si può far riferimento ad esperienze analoghe.

 

 In che occasione abbiamo bisogno di “una visione comune” ed un “significato condiviso” nella nostra organizzazione?

  • Quando nascono nuovi trend nei mercati
  • quando dobbiamo adottare nuove tecnologie
  • quando siamo di fronte ad un problema che non abbiamo mai affrontato
  • quando dobbiamo creare un nuovo modello di business

Mappando una situazione non familiare, la paura dell'ignoto può essere ridotta. Se tutti i membri del team dispongono di una mappa comune di “cosa sta succedendo” esattamente, l'azione coordinata sarà sicuramente facilitata.

Il Sensemaking non consiste nel trovare la risposta "corretta"; si tratta di creare un quadro che diventa più completo attraverso la raccolta dei dati, l'azione, l'esperienza e la conversazione tra tutti gli stakeholder. Una volta che abbiamo una migliore comprensione di ciò che stiamo affrontando, avremo un'idea molto più chiara di come coinvolgere gli altri ed una migliore capacità di esecuzione.

 

Come migliorare la nostra abilità di Sensemaking:

1. Raccogliere diverse tipologie di dati da più e variegate fonti. Non bastano le analisi di mercato e le più autorevoli pubblicazioni di settore, occorre combinare, ad esempio, dati finanziari e della ricerca informatica con l'ascolto di dipendenti, clienti ed altri stakeholder, attraverso interviste personali.

2. Costruire significati insieme. Coinvolgere più prospettive quando cerchiamo di dare un senso ad ogni situazione. I nostri schemi mentali e le percezioni di ciò che sta accadendo intorno a noi miglioreranno quando integrati con schemi e percezioni di altri individui.

3. Andare oltre gli stereotipi. Occorre essere in grado di riconoscere e superare le opinioni precostituite e generalizzate, nostre ed altrui.

4. Cercare verifiche, non conferme. Non cerchiamo conferme per le nostre assunzioni, bensì cerchiamo ed aggiungiamo verifiche alle nostre ipotesi.

5. Non applicare schemi predefiniti a nuove situazioni. I contesti in cui ci troviamo ad operare possono essere molto diversi gli uni dagli altri. Applicare schemi e modelli predefiniti, magari testati ed adottati in contesti precedenti, non ci garantisce il successo. Lasciamo che emergano nuovi schemi: consentiamo alla nostra comprensione della nuova situazione di delineare lo schema che sia più appropriato a tale situazione e, poi, condividiamo il nuovo framework con i membri del nostro team, attraverso immagini o storie, per raccogliere i loro input.

6. Sperimentare. Quando non siamo sicuri di come funzioni un sistema, sperimentiamo qualcosa di nuovo attraverso piccoli esperimenti. L'azione diretta è un strumento fondamentale attraverso il quale possiamo apprendere .

7. Pensare per sistemi. Creare nuovi significati all’interno di una organizzazione implica anche la necessità di capire qual è l’impatto che generiamo nel sistema che stiamo provando a cambiare. Le persone sono vincolate dagli ambienti che creano per loro stessi.

 

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