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Le 10 Soft skills sempre più determinanti nel mercato del lavoro

Pubblicato il 27 Febbraio 2018
Filosofia & Innovazione
 

Le soft skills assumono peso sempre maggiore per fare la differenza in ambito professionale. A confermarlo è l’Institute for the future di Palo Alto, California, che individua tra le competenze chiave nel mercato del lavoro per il 2020 tutte quelle capacità che sviluppano coltivando l’intelligenza emotiva. In un mercato del lavoro in continua evoluzione, le imprese sono sempre più concentrate sulle abilità relazionali e su una serie di caratteristiche che vanno ben oltre le conoscenze tecniche.

 

Cosa sono le soft skills?

Le soft skills sono un insieme di abilità e conoscenze non tecniche, l’architettura di una partecipazione efficace sul lavoro e di un inserimento professionale. Si tratta di capacità che non rientrano nella definizione ristretta di “competenze tecniche”, ma si riferiscono piuttosto alle capacità e agli atteggiamenti personali (fiducia, disciplina, autogestione), alle abilità sociali (comunicazione, empatia, gestione delle emozioni) e gestionali (approccio a sfide e soluzioni proposte, pensiero critico, creatività). Trattandosi di abilità fortemente legate all’esperienza personale e professionale di ogni individuo, è difficile quantificarle, riconoscerle e valutarle oggettivamente. Alcune di queste abilità le sviluppiamo grazie alle esperienze personali, altre invece possono essere favorite da alcuni contesti lavorativi. La distinzione tra competenze tecniche e personali non è così netta, perché la percezione di una abilità varia da contesto a contesto.

 

Perché sono così importanti?

In un mercato del lavoro in continua evoluzione, nel quale le competenze tecniche hanno raggiunto un grado di “appropriabilità” elevato e diffuso, a fare la differenza è la capacità di convertire le conoscenze specifiche in performance. Le conoscenze tecniche che acquisiamo non sono sufficienti di per sé ad assicurare che possiamo svolgere un determinante compito meglio dei competitor. Queste devono essere messe in connessione con l’ambiente esterno per produrre risultati, e ciò avviene con il supporto delle soft skills. Immaginate di dover negoziare dei termini contrattuali con uno dei vostri principali partner, come sarà possibile ottenere i risultati sperati se non si ha una buona dose di ascolto attivo, capacità di previsione ed empatia?

In un certo senso potremmo dire che le soft skills definiscono lo stile lavorativo dell’individuo, il loro insieme forma lo stile personale con cui approcciamo ai compiti e al ruolo assegnatoci, a prescindere dalle conoscenze tecniche.

Dieci soft skills da coltivare quotidianamente:

  1. Flessibilità cognitiva: indica la capacità di scomporre e analizzare gli elementi di un contesto complesso per comprenderne la natura, e generare fra di essi nuovi legami per dare luogo ad una interpretazione differente della realtà. La flessibilità cognitiva è quindi l’attitudine a cogliere e affrontare una situazione in mondo non convenzionale.
  1. Negoziazione: essere capaci di negoziare presuppone flessibilità, richiede quindi di non irrigidirsi sulle proprie posizioni. Per essere in grado di condurre una negoziazione efficace bisogna infatti essere aperti all’ascolto, alle ragioni della controparte, non perdendo di vista l’obiettivo che si persegue. Negoziare efficacemente significa convergere verso una soluzione che possa soddisfare i bisogni di tutti gli attori coinvolti, non compromettendo i risultati da raggiungere e mantenendo al tempo stesso aperte possibili collaborazioni future.
  1. Empatia: in ambito professionale l’empatia è un potente facilitatore della comunicazione. Laddove i conflitti si formano spesso per mancanza di chiarezza e semplicità comunicativa, l’essere empatici aiuta a limitare queste situazioni negative facilitando la comunicazione tra risorse. Essere empatici significa quindi avere un atteggiamento attento, premuroso, collaborativo e utile che predispone ad accogliere con favore i messaggi che i nostri colleghi ci inviano sia verbalmente che non.
  1. Capacità di giudizio e decision making:Questa capacità è fortemente legata alla capacità di osservazione ed analisi che deriva dalla flessibilità cognitiva. Quando si è in grado di scomporre uno scenario complesso in differenti parti per ridefinire nuove prospettive, si aprono un serie di scenari e possibilità dinanzi alle quali ci si può trovare spiazzati. La capacità di giudizio obiettiva supportata dall’attitudine di valutare ogni decisione in relazione ai pro e contro e ai possibili esiti, aiuta ad identificare la soluzione più consona ai propri obiettivi.
  1. Intelligenza emotiva: L’intelligenza emotiva è la capacità di essere consapevoli delle proprie emozioni e di quelle delle persone con cui si entra in relazione. Conoscere e comprendere quali sono le ragioni profonde che guidano le scelte, così come metabolizziamo ed affrontiamo le difficoltà, aiuta ad accrescere la consapevolezza di noi stessi. Essere osservatori critici e attenti delle proprie emozioni, guidarle e non lasciarsi sopraffare è tra le abilità emozionali più importanti.
  1. Capacità di coordinarsi con gli altri: Saper lavorare e coordinarsi in una squadra non è una capacità così scontata. Non a caso è una delle soft skills più richieste dalle aziende. I team rappresentano un sistema complesso, non omogeneo, fatto di professionisti che hanno stili, modalità, motivazioni, talenti e competenze diverse. Saper lavorare in team presuppone la capacità di adattamento e al tempo stesso la capacità di affermazione, equilibrate da doti comunicative e relazionali.
  1. Sapere gestire delle persone: ovvero sapere motivare, valorizzare e miscelare le competenze e aspettative di ogni membro del team. Ciò presuppone uno stile di leadership alla pari, che favorisce pareri dei membri, pieno coinvolgimento operativo, responsabilizzazione e raggiungimento congiunto di obiettivi.
  1. Creatività:In un sistema economico in difficoltà, l’abilità di innovare è quella che fa davvero la differenza. Creatività significa pensare fuori dagli schemi, creare collegamenti originali, proporre cambiamenti. Implica coraggio perché sfidando lo status quo, porta a modificare procedure consolidate e spesso radicate negli atteggiamenti aziendali. Si tratta oggi di una skills fondamentale, nessuna azienda può considerarsi affermata nel lungo periodo senza sviluppare costantemente delle nuove soluzioni competitive.
  1. Pensiero critico: interrogarsi su quanto avviene ed essere capaci di interpretare le informazioni lavorando alla crescita individuale e professionale propria e degli altri è essenziale.
  1. Complex problem solving: La capacità di esaminare informazioni complesse o una situazione di difficoltà e prendere una decisione consapevole e accurata quando si sceglie una soluzione/azione/risposta. Significa dimostrare una comprensione piena di ciò che è e non è importante nell’immediato, essere capaci di focalizzare le priorità, ciò mostra un alto livello di pensiero critico.

 

Le soft skills, a differenza delle competenze tecniche, mostrano un’altra peculiarità. Sono tutte interrelate, ed egualmente importanti. Pensate di dover gestire una nuova collaborazione tralasciando la capacità di negoziazione, empatia, ascolto attivo (che rientra nell’intelligenza emotiva), creatività e così via. Sono abilità che guidano e determinano il successo di ogni azione aziendale, per tale motivo le aziende sono sempre più concentrare nella ricerca di candidati in grado non di svolgere un semplice compito, ma di approcciare con successo a nuove sfide e scenari complessi.

  

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Gianluca Abbruzzese
CEO & Founder Lascò