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La ricerca dell'autenticità

Pubblicato il 14 Febbraio 2020
Filosofia & Innovazione
 

Quante volte nel tentativo di impressionare gli altri o, meglio, per soddisfare il nostro desiderio di inclusione, abbiamo dovuto fare conti con frasi, affermazioni, gesti che non sentiamo nostri e che non ci rappresentano affatto?

 

Se analizzassimo i nostri ultimi 10 mi piace ad un post oppure le ultime 10 assunzioni fatte tra casa e lavoro, quante di queste rispecchierebbero la nostra vera essenza ed i nostri valori?

 

Oltre il concetto di prodotto falso/taroccato, quando entriamo in contatto e viviamo un’esperienza  con un Brand come verifichiamo la sua reale autenticità?

 

Sfogliamo il dizionario, proviamo a leggere qualche definizione di  “Autentico”, iniziando ad attingere alla sua etimologia: 

 

...“autentico” dal lat. tardo authenticus, dal greco "αutentikos" (che vuol dire "autore", "che opera da sé" e che significa in senso lato "avere autorità su se stessi"

“Che è vero, cioè non falso, non falsificato, e che si può provare come tale oppure, ancora più nel profondo,  “che rappresenta la vera natura o credenze di una persona; essere fedele a se stessi e nella consapevolezza della propria vocazione.”

 

Questa definizione è calzante per qualsiasi identità, per una persona come per un brand.


Il fatto è che l'autenticità non rappresenta un diritto di nascita di pochi eletti, bensì una possibilità offerta a tutti sotto forma di continua ricerca, battaglia combattuta su tutti i fronti, sia personali che professionali. 

 

Perché ricerca?

 

L'autenticità riguarda la congruenza tra i nostri valori e credenze più profondi (vale a dire, il nostro "vero sé") e le nostre azioni. Congruenza, e quindi, coerenza, non significa essere statici e cristallizzati sulle proprie posizioni. Vuol dire voler comprendere, nel suo significato originale di “prendere insieme”, sperimentare ed includere punti di vista idee, prospettive sempre nuove e metterle a sistema con quelle che sentiamo nostre.

 

Concetto che può essere applicato a noi, come per il brand che vogliamo far crescere. 

 

Pertanto, come possiamo migliorare questo percorso di ricerca alla scoperta della nostra “autenticità”?



Quando pensiamo a qualcosa o qualcuno di autentico sicuramente immaginiamo una persona leale, trasparente, libera da pregiudizi, che abbia una personalità ed un ‘identità unica, riconoscibile, solida, definita. Allo stesso modo consideriamo autentico un Brand che oltre ad ispirarci fiducia, ha cura e responsabilità nei nostri confronti e ci aiuta a riconoscerci.

 

Secondo Heidegger è autentica una persona che segue ed insegue la sua singolarità preferendola  alla falsa sicurezza ed ad un’esistenza condotta seguendo scialbe abitudini ed una vita superficiale. 

 

Ecco che, in un contesto fluido e spesso senza grandi punti di riferimento, occorre ricercare costantemente la propria autenticità. 

 

Sia che riguardi noi o il nostro Brand, per diventare più autentici dobbiamo, per prima cosa, sviluppare una mentalità aperta. In questo modo, riusciamo ad attirare a noi persone ed esperienze che desideriamo realmente ed acquisiamo opportunità e nuovi modi di pensare che espandono le nostre potenzialità ed aggiungono valore alla nostra vita.

 

Le persone autentiche sono pensatori profondi che sanno leggere le emozioni, le proprie come quelle degli altri, ma soprattutto, conoscono il significato di “essere presenti” ovvero vivere ogni momento con convinzione, consapevolezza e fiducia, eliminando le distrazioni.

 

Significa eliminare le distorsioni nel pensiero ed imparare ad “ascoltare” se si è impegnati in una conversazione con un nostro partner o magari con i nostri clienti. Significa ascoltare  il nostro intuito nelle decisioni che più ci rappresentano, senza preconcetti, senza insinuazioni. 

 

D'altronde, come ci ricorda Sartre: "Chi è autentico, assume la responsabilità per essere quello che è e si riconosce libero di essere quello che è."

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Gianluca Abbruzzese
CEO & Founder Lascò