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Il paradosso della scelta (parte1)

Pubblicato il 1 Ottombre 2018
Filosofia & Innovazione
 

Più volte, nei nostri articoli, abbiamo raccontato come l’inserimento di elementi di novità nella nostra strategia aziendale, nella gestione di un progetto di innovazione o, in generale, l' implementazione in azienda di una nuova tecnologia, possa generare una vera e propria impasse o, addirittura, dare vita a quella che abbiamo raccontato come “paura di innovare”.

La stessa impasse oltre che essere figlia del cambiamento può nascere di fronte al dover prendere decisioni importanti, oppure decisioni da prendere in virtù di una notevole possibilità di scelta.

All’interno del suo libro più famoso, “Il paradosso della scelta”, Berry Schwartz ha esaminato come l’estrema libertà di scelta di cui godiamo o possiamo godere oggi, possa influire in senso negativo sulla nostra capacità di decidere e di agire.

L’incredibile quantità di informazioni di cui disponiamo e le infinite possibilità offerte dalle nuove tecnologie (di acquisto, di relazione, di personalizzazione di prodotti e servizi) ci regalano una vasta possibilità e libertà di scelta.

Secondo l'autore questa enorme potenzialità più che tradursi in una grande libertà rischia di diventare un qualcosa di limitante in termine di azione.

 

Immaginiamo ad esempio di lavorare alla creazione di un nuovo prodotto, un nuovo servizio o una nuova soluzione.  Il semplice fatto di poter essere in grado di scegliere le azioni, gli obiettivi  ed avere la totale libertà d’azione rispetto al risultato finale, dovrebbe motivarci e soprattutto farci godere quella "potenza creatrice" che l’azione e, in generale, la gestione di questo processo porta con sé.

Berry Schwartz, nella sua analisi, non è d'accordo con questa affermazione e ci invita a riflettere presentandoci due semplici esempi:

Immaginiamo due situazioni diverse:

Caso 1 (spostare il peso della responsabilità)– Siamo dal medico e gli riportiamo un quadro completo dei sintomi  che ci affliggono. Dopo aver meditato sulle cause, lo specialista ci offre due soluzioni: la soluzione A, che comporta X benefici e al tempo stesso Y possibili rischi, oppure la soluzione B, che comporta altri benefici ed altri possibili rischi. Nessun parere, nessuna opinione personale. Siamo liberi di poter scegliere tra le due soluzioni. 

Caso 2 (moltiplicare le possibilità): Entriamo in un supermercato perché siamo decisi a comprare un nuovo barattolo di marmellata e, osservando tutti i prodotti delle aziende principali, scopriamo di poter scegliere tra ben 50 gusti diversi.

Non solo questi esempi, ma anche se considerassimo altri aspetti della vita, oltre gli acquisti, si verifica la stessa esplosione di scelte. Dobbiamo continuamente decidere, siamo costretti in ogni istante, in ogni momento, anche nelle piccole cose, a dare una risposta, ad agire.

Quali sono le conseguenze di questo overload di possibilità?

1.       Siamo portati alla paralisi a causa delle difficoltà implicite nel processo decisionale. Quando abbiamo più soluzioni ad uno stesso problema, talvolta con apparente o effettiva equivalenza di costi e benefici della scelta di una o piuttosto di un’altra soluzione, ecco che subentra la paura di sbagliare e ci blocchiamo in un loop per analizzare continuamente tutte le soluzioni possibili;

2.       Se la soluzione è ampia e, soprattutto, non ci sono casi o esperienze simili che ci vengono in soccorso nel limitare il nostro possibile giudizio e ad abbattere sensibilmente il nostro grado di incertezza, è difficile non solo scegliere ma, al tempo stesso, essere fiduciosi rispetto alla scelta intrapresa. Questo perchè il peso della responsabilità non può essere condiviso con situazioni analoghe.  

3.        Quante più opzioni abbiamo rispetto ad una scelta, immaginiamo un prodotto/servizio da acquistare, tanto più aumenta la nostra aspettativa rispetto al grado di eccellenza delle soluzioni. Se ho, ad esempio, 100 opzioni tra cui scegliere, sicuramente una soluzione non potrà contenerle tutte. Se immaginiamo una per una tutte le molteplici opzioni scartate, soffermandoci sulle caratteristiche attraenti delle alternative scartate si corre il rischio di rimpiangere la decisione presa. 

 Quindi, da qualsiasi parte guardiamo, cose piccole e grandi, oggetti materiali, strategie aziendali e stili di vita,  è una questione di scelte. Per questo se vogliamo gestire al meglio il nostro percorso di innovazione, dobbiamo necessariamente operare delle decisioni. Come contrastare allora le conseguenze delle nostre "libertà di scelta"? 

Per il momento ci limitiamo ad elencarle, rimandando il singolo approfondimento ai prossimi articoli:

1.       Eliminare la paura del fallimento

2.       Considerare l’eccellenza come una direzione e non come una destinazione

3.       Equilibrare le scelte attorno ai reali bisogni ed interessi di tutti coloro che intervengono nel progetto o nel processo

4.       Semplificare

5.       Adottare una strategia di miglioramento continuo

Non esiste una scelta ideale, ma è opportuno considerare di volta in volta la migliore praticabile che faccia sintesi in termini di costi ed opportunità,  ancor di più se siamo intenti ad affrontare le task quotidiane nella gestione di un progetto d'innovazione.

Tra un giorno da leone ed i cento da pecora, i "50 da orsacchiotto", dopotutto, non hanno mai rappresentato una cattiva scelta da scartare...

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Gianluca Abbruzzese
CEO & Founder Lascò