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'Coerente' con il mio amico Spotify

Pubblicato il 15 Aprile 2020
Filosofia & Innovazione
 

Quanto ci incuriosiscono i brani consigliati di Spotify! Ci piacciono perché impariamo a conoscere canzoni che neanche immaginavano potessero esistere. Canzoni che ci catturano spesso già al primo ascolto, proprio perché le sentiamo “familiari”. Anche se ci propongono qualcosa di nuovo, o meglio di leggermente diverso da quello che solitamente ascoltiamo, sono comunque “coerenti” con quello che siamo, con i nostri gusti, le nostre preferenze, quello che scegliamo ogni giorno.

 

Che cosa significa “coerente”?

 

il significato etimologico  di “cohaerere” è “essere strettamente unito”, tenere insieme. Non siamo coerenti se ci rinchiudiamo nella torre d’avorio delle nostre certezze, ed agiamo sempre allo stesso modo. Siamo coerenti quando in base a ciò che siamo, sappiamo selezionare ed accogliere e “tenere insieme” nuove prospettive, anche diverse, per rinforzare o mettere alla prova ciò che già sappiamo. Possiamo affermare ciò che siamo senza negare ciò che accade di nuovo intorno a noi.

 

Cosa fa una playlist? Mette insieme una serie di brani di genere ed artisti diversi in base ad una scelta che rappresenta ciò che ci piace, ciò che ci rappresenta. Nessuno di noi ascolta gli stessi brani da quando è nato. I nostri gusti si evolvono e crescono con noi attraverso le nostre esperienze. Quello che facciamo ogni giorno è selezionare (explore) da un lato e legare insieme valorizzando (exploit) ciò che scegliamo secondo un principio (si spera), un minimo comune denominatore a fare da cornice: la nostra identità.

 

Ritorniamo al nostro algortimo.

 

L’algoritmo esplora per noi, controlla e pesca da un database enorme quello che potrebbe piacerci. Ci suggerisce e chiede indicazioni se quel brano nuovo che stiamo ascoltando è effettivamente in linea con ciò che sono i nostri gusti, quindi con un flag di approvazione, ci invita a modificarlo cercando di affinare e perfezionare i suoi poteri predittivi. 

 

Non solo un esempio di come “dialogare” ed integrare nella nostra quotidianità l’intelligenza artificiale. L'algoritmo di Spotify ci offre anche l'opportunità di farci riflettere e renderci consapevoli rispetto a come reagiamo quando entriamo in contatto per la prima volta con conoscenze ed informazioni nuove. 

 

Cosa si nasconde dietro ai brani consigliati? Si tratta di esplorare nuove possibilità, con nuove conoscenze da fare nostre, e, se ci piacciono, renderle armoniche, integrarle in quelle che già abbiamo: le nostre playlist. Nuove potenziali emozioni che incontrano emozioni già consolidate, esperienze nuove che si intersecano a quelle che ci definiscono.

 

Prima eravamo limitati nella scelta. Adesso abbiamo un’enorme possibilità di conoscere cose nuove. Stavolta la vera forza non sarà esplorare milioni di dati. Abbiamo un amico che sa farlo meglio di noi. Se impariamo a conoscerlo, se sappiamo come opera, avremo maggiore consapevolezza di cosa ci offre. Lasciamo a lui il lavoro sporco. Impariamo ad essere “coerenti”, non cocciuti. Concentriamoci sul migliorare la nostra capacità di interpretare, decidere, controllare e produrre nuovi significati da ciò con cui entriamo in contatto ogni giorno.

 

Possiamo quindi scegliere di ascoltare una nuova storia, o al massimo manterremo comunque nostra la libertà di premere Skip.

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Gianluca Abbruzzese
CEO & Founder Lascò