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Chi trova un mentor, trova un tesoro

Pubblicato il 5 Maggio 2020
Filosofia & Innovazione
 

Alan: Comandante, io le devo fare una confessione... OK, è colpa mia, sono io che l'ho fatta arrivare fin qui, ma avevo un'ottima ragione per farlo! Vede, quest'isola è disabitata, e non è neanche segnata sulle carte!

E’ il dialogo tra Terence Hill e Bud Spencer tratto da“Chi trova un amico trova un tesoro”, film del 1981 diretto da Sergio Corbucci, dove Charlie (Bud Spencer) pronto a partire a bordo della sua barca per una crociera solitaria sponsorizzata dall'azienda Puffin, si ritroverà invece (a sua “insaputa”) in un’isola sconosciuta con un tesoro nascosto da ritrovare.

Quando andare alla deriva è un rischio concreto e non una volontà di esplorare nuove possibilità,  quando non abbiamo molta esperienza nel campo in cui stiamo per avventurarci, possiamo aver bisogno di un mentor che ci guidi nella giusta direzione. 

 

Una situazione nuova molte volte ci pone in condizioni di avere scambi e relazioni con persone che ne sanno molto più di noi. E’ un tipico caso di asimmetria informativa, ovvero quando una persona con la quale ci stiamo confrontando o stiamo negoziando, ha molte più informazioni rispetto a noi e può utilizzare questo vantaggio per sfruttare l'altra parte. Quando ci affidiamo al meccanico, se stiamo comprando un’auto usata, non abbiamo le conoscenze tecniche per operare una scelta consapevole e siamo costretti a fidarci del nostro interlocutore.  Ecco allora che un “amico” può regalarci conoscenze ed esperienza.



In una situazione di incertezza o di novità, un mentor ci permette di andare più veloci ed abbreviare i tempi della nostra curva di apprendimento. Può regalarci una prospettiva di noi e delle nostre idee più oggettiva e renderci consapevoli di cosa manca e come migliorare.  

Un buon mentor sa ispirare senza limitare il suo mentee in merito all’opportunità di crescere seguendo il suo percorso e la naturale vocazione. Quando dobbiamo muoverci agilmente in nuovi network e nuovi ecosistemi, un mentor può rivelarsi un ottimo connettore e darci accesso ad una serie di relazioni di qualità.


Un mentor ci aiuta a vedere in anticipo ciò che non possiamo ancora vedere, a stabilire obiettivi ragionevoli e raggiungibili, ad imparare facendo,  aiutandoci ad attraversare il ponte tra conoscere e fare. Non è uno scambio unidirezionale. I mentori imparano anche dai loro allievi, perchè conoscenza ed esperienza condivisa aiutano entrambe le parti coinvolte nello scambio ad imparare e creare nuove connessioni tra le informazioni e significati che sono in possesso. 

Un mentor lo immaginiamo come qualcuno più grande e saggio. Non sempre è così. Un buon mentor è quello che ha più esperienza. Oggi è sempre più diffuso Reverse Mentoring,  il processo mediante il quale i giovani con meno esperienza, ma con una forte competenza rispetto alle nuove tecnologie, aiutano i senior a familiarizzare con le nuove conoscenze richieste dal mercato.
 

L’innovazione non è una black box, è sistema, è un’attività collettiva che avviene attraverso una rete di attori e le loro relazioni.  Se vogliamo andare lontano, dobbiamo correre in compagnia. Nessun uomo è un’isola.  La fisica ci evidenzia il valore della sinergia:

(∂ + m) ψ = 0  è considerata l’equazione più bella della fisica, l’equazione della bellezza, dell’amore, dell’amicizia. Esprime il cosiddetto fenomeno quantistico dell’«entaglement».

Se due sistemi interagiscono tra loro per un certo periodo di tempo e poi vengono separati, non possono più essere descritti come due sistemi distinti, ma in qualche modo, diventano un unico sistema. Allora è proprio vero che chi trova un mentor, trova un tesoro.

 

 

La canzone che ha ispirato questo post: Clicca qui per ascoltare il brano su Spotify

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Gianluca Abbruzzese
CEO & Founder Lascò