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Attenzione o fiducia? Cosa conta davvero?

Pubblicato il 19 Dicembre 2019
Filosofia & Innovazione
 

Siamo così sopraffatti da informazioni ed offerte che ancor prima di provare a creare qualcosa di valore la vera sfida è esser bravi a catturare l’attenzione del nostro pubblico. 

 

Viviamo in un'era di "infosmog", dal momento in cui ci svegliamo fino all'ultima volta che controlliamo i nostri telefoni o spegniamo la TV prima di andare a letto, migliaia di pubblicità, post sui social media e notizie, sia false che reali, competono per la nostra attenzione.

Troppe informazioni, troppe scelte, troppe possibilità, dal catalogo di Netflix allo scaffale di un grande megastore.  

 

In questo contesto, il focus è riuscire a catturare l’attenzione, anzi per qualcuno “l'attenzione è la nuova innovazione”. La forza della novità, il fascino di esperienze legate all’utilizzo di nuovi prodotti o servizi, l’emozione di un quaderno o un libro appena acquistato, un luogo ancora da scoprire, un cumulo di persone che si raccolgono improvvisamente per strada.

 

Prestiamo particolare attenzione a tutto ciò che viola le nostre aspettative.



Quindi se facciamo qualcosa di realmente innovativo, abbiamo l’attenzione di tutti?

 

Non è proprio così. Ricordiamoci che la nostra comprensione e accettazione di qualsiasi cosa è condizionata da ciò che già abbiamo nella nostra coscienza. Introdurre qualcosa che non ha alcun legame con la nostra esperienza passata, non ci interessa. 

La regola psicologica è: ci deve essere un buon ingrediente familiare nel non familiare.

 

L'innovazione è affascinante, ma non rappresenta la risposta alla sfida di raggiungere un pubblico più vasto. Possiamo raggiungere il piccolo gruppo di primi utenti appassionati ed opinion leader, ma non sarà mai sufficiente per crescere e raggiungere il grosso del nostro pubblico. 

 

La maggior parte delle persone non vuole qualcosa di nuovo, vuole qualcosa  di familiare e familiare significa qualcosa che funzioni, qualcosa che gli altri, specie le persone che per noi sono un riferimento stanno usando, qualcosa che risolva i problemi quotidiani, qualcosa che abbia significato nella nostra vita o in quella della nostra comunità.

 

Possiamo provare a catturare l’attenzione, accendere un faro, ma difficilmente potremmo crescere e creare valore senza stabilire una connessione significativa con i nostri partner, clienti, fornitori, creare esperienze coinvolgenti, puntando ad enfatizzare l'autenticità. In una parola, dobbiamo costruire fiducia intorno a noi. 



Come farlo?



Costruiamo un dialogo continuo. Il kanji che in giapponese significa "fiducia", "fede" è un concetto che scava la sua origine dall'incontro di due significati quali "parlare" e "persona". E' così che per i giapponesi si può creare un rapporto di fiducia, parlandosi, a lungo. Un 'lungo' che non è fatto di una sola volta ma di tante.

 

Impariamo ad essere realisti. Se un prodotto può durare 10 anni, dichiariamo che ne durerà otto. In questo modo, non correremo mai il rischio di infrangere le nostre promesse (almeno, non con la maggior parte dei nostri clienti).

 

Rendiamoci realmente utili. Se i nostri clienti riscontrano un problema e ricevono un servizio clienti rapido, utile e memorabile, ci considereranno sempre come un partner affidabile. La maggior parte del tempo di progettazione dovrebbe consistere nella comprensione dei problemi e delle sfide dei nostri clienti, più che nel posizionamento del prodotto.

 

Impariamo ad usare le emozioni. Proviamo a comunicare ed a parlare con il cuore e coinvolgere i clienti come persone reali. Più parliamo e soprattutto ascoltiamo i nostri clienti, più costruiremo solide relazioni. 

 

Siamo aperti. Cerchiamo e coltiviamo l’apertura, la disponibilità e la trasparenza nelle nostre azioni, nei  nostri obiettivi e nei processi che mettiamo in campo.  

 

Siamo coerenti. Il che non significa essere prevedibile, bensì essere costanti, essere riconoscibili, coltivare il miglioramento continuo. Non significa non cambiare mai idea bensì essere consapevoli di noi stessi e delle nostre debolezze, accogliere una prospettiva diversa per crescere. 

 

Oggi due cose sono scarse: l’attenzione e la fiducia. Se facciamo una simulazione di costi mentre pianifichiamo una campagna possiamo verificare come per raggiungere il nostro target occorre spendere. Certo, con il giusto budget ed una buona dose di tecniche e conoscenze possiamo ridurre tempo e denaro, ma è un esercizio che va alimentato costantemente, altrimenti rischiamo di perdere visibilità.

La fiducia invece è un solidificatore di relazioni. Occorre "spendere" molto più tempo nella fase iniziale, ma nel lungo periodo ci aiuterà a creare intorno relazioni di valore che ci faranno risparmiare denaro.  Si perchè, insiema alla fiducia, avremmo quindi tutta l’attenzione che desideriamo.

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Gianluca Abbruzzese
CEO & Founder Lascò