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Scelte sbagliate: come possiamo evitarle?

Pubblicato il 6 Ottobre 2020
 

Di fronte a una decisione nella vita, grande o piccola, cerchiamo di fare la scelta migliore. Ma a volte, nonostante le nostre buone intenzioni, facciamo scelte sbagliate.

 

Quali sono le cause che spesso conducono ad una scelta sbagliata?

 

  • Scarse informazioni per analizzare la questione in esame
  • Analisi superficiale del problema
  • Bias non controllati
  • Confronti scadenti
  • Emozioni
  • Focalizzarsi su un singolo aspetto e non sul sistema di relazioni tra gli elementi in gioco
  • Pressioni Esterne

 

Osserviamole nel dettaglio: 

 

Scarse informazioni per analizzare la questione. Spesso ci imbattiamo nel prendere decisioni basate su dati incompleti, oppure affidandoci ad alcune sensazioni viscerali ed esperienze passate. Allo stesso modo decidiamo volontariamente di ignorare parte delle informazioni disponibili  quando prestiamo poca attenzione ad informazioni che per noi sono rilevanti (ma non in maniera oggettiva) invece di valutare tutte le opzioni disponibili. Una tendenza, ad esempio, per le persone intelligenti del team è non riuscire, a volte, a comprendere la prospettiva di coloro che sono meno esperti di loro. 

 

Analisi superficiale. Spesso non dedichiamo abbastanza tempo a pensare a un problema. Pensare non sembra per noi essere operativi e fare progressi con le task. Pertanto ci tuffiamo nelle attività da svolgere senza aver prima analizzato bene un problema, convinti di essere in questo modo più produttivi.

 

Bias non controllati: il nostro cervello si basa su una serie di scorciatoie noti come bias cognitivi, regole pratiche mentali che ci consentono di esprimere giudizi abbastanza rapidamente ma che spesso possono condurre a decisioni sbagliate. Prendiamo il bias di ancoraggio, ovvero quando la prima informazione disponibile si comporta come un'ancora e viene quindi utilizzata per fornire una stima o un valore finale. Ad esempio, se stiamo acquistando una casa e sappiamo che le case nel quartiere di destinazione in genere vengono vendute per un prezzo medio di € 350.000, probabilmente saremo portati ad utilizzare questa cifra come base per negoziare il prezzo di acquisto della casa che ci interessa, senza considerare le sue caratteristiche peculiari. Il bias di proiezione è un bias cognitivo in cui proiettiamo falsamente le nostre preferenze attuali rispetto alle nostre preferenze future oppure il bias di conferma quando, invece di valutare le prove e poi prendere una decisione, prendiamo una decisione in anticipo e poi provvediamo a raccogliere argomentazioni per supportare la nostra scelta. 

 

Confronti scadenti: Il confronto è uno dei principali strumenti che utilizziamo quando prendiamo decisioni. Ma siamo sicuri di comparare due opzioni simili? Quando gli elementi con cui stiamo confrontando le nostre opzioni non sono rappresentativi o uguali rischiamo di comprendere il reale guadagno di una singola opzione. Spesso accade anche per un’eccessiva complessità con cui un’opzione è strutturata.  Ad esempio, quando dobbiamo scegliere un software da adottare senza avere le competenze per comprendere appieno le potenzialità. Chiedere il parere di un esperto oppure semplificare lo schema concettuale (attenzione) può essere d'aiuto.

 

 

Emozioni: Sperimentare frustrazione, eccitazione, rabbia, gioia, non sono certo i migliori alleati prima di una decisione. Quando si pensa alle nostre decisioni, parte del nostro cervello cerca di giustificare con storie elaborate. ma quando guardiamo alle decisioni degli altri, non siamo consapevoli del dialogo interno nella testa di quella persona. Guardiamo solo i dati, il processo, l'analisi e le azioni. Per evitare che le emozioni influenzino troppo le nostre decisioni, abbiamo bisogno di un alto grado di autocoscienza, controllo e consapevolezza rispetto a ciò che guida i nostri comportamenti e le nostre decisioni.



Focalizzarsi sul singolo e non sul sistema di relazioni. Un sistema adattivo complesso ha un gran numero di elementi diversi, ciascuno con le proprie regole. Ogni elemento interagisce con l’altro in qualche modo creando quelle che nella teoria dei sistemi sono conosciute come proprietà emergenti. Quando analizziamo un problema complesso ci focalizziamo su un singolo aspetto senza acquisire la visione d’insieme, ovvero il vedere le relazioni che intercorrono tra tutti gli elementi che caratterizzano un problema.  

 

Pressioni esterne: La pressione dei pari è solo un esempio del nostro ambiente in cui operiamo che ci influenza nel prendere decisioni. Quando abbiamo poco tempo, quando siamo vincolati da uno stato di necessità temporaneo, la situazione economica in cui ci troviamo, il nostro background culturale.

 


Quali correttivi invece per una scelta giusta?

 

Lo psicologo di Harvard Dan Gilbert in un celebre TEDX suggerisce una formula del matematico e fisico svizzero Daniel Bernoulli tratta dalla sua teoria dell'utilità attesa:

 

"Il valore che possiamo aspettarci da ogni nostra azione è il prodotto di due semplici fattori: la probabilità che questa azione ci faccia guadagnare qualcosa ed il valore che ha questo guadagno per noi". 

 

Semplificando (la formula reale è molto più complessa):

Valore reale di un’azione (decisione) = Probabilità reale di guadagno x Reale Guadagno


Possiamo dunque rileggere le cause in precedenza elencate e provare a “controllarle” alla luce di questi due fattori. Ci toccherà dunque stare ben attenti a stimare in maniera ponderata le probabilità di avere successo (alla luce dei bias, delle emozioni, delle informazioni e delle percezioni e pressioni esterne), ed lo stimare il valore del proprio successo, stando ben attenti a non sottovalutare le probabilità di dolori futuri sovrastimando il valore dei nostri piaceri presenti.

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Gianluca Abbruzzese
CEO & Founder Lascò