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OPEN INNOVATION: l'innovazione oltre i confini aziendali

Pubblicato il 27 Maggio 2017
Open Innovation
 

Nel 1973 l’economista Ronald Coase affermò che le aziende esistono perché minimizzano i costi di transazione, ossia riducono tutti i costi connessi all’interazione con l’ambiente transazionale e competitivo di riferimento grazie all’organizzazione dei fattori produttivi.

L’esistenza delle imprese è quindi giustificata dalla capacità di ridurre i costi di produzione grazie all’internalizzazione dei processi di creazione di valore. Uno specifico mix di risorse tecniche, organizzative e finanziarie organizzato per il raggiungimento di uno scopo produttivo è maggiormente efficiente perché consente risparmio di costi.

L’altezza dei costi è funzione del grado di innovazione tecnologica di cui l’impresa dispone, fattore a sua volta dipendente dalla qualità e quantità di processi di sperimentazione innovativa condotti all’interno delle imprese che si trasformano in prodotti o processi che innovano il business. L’innovazione è dunque sia driver di riduzione dei costi, che di incremento dei ricavi.

In ambito aziendale l’innovazione rappresenta un processo strutturato che trasforma un’invenzione in una soluzione commercializzabile. Fu Schumpeter a chiarire la differenza tra invenzione e innovazione. Nel momento in cui l’invenzione diviene parte integrante dell’attività economica, essa configura un’innovazione.

I nuovi paradigmi dell’innovazione nel XX secolo

La transazione dalle economie industriali a quelle knowledge intensive ha radicalmente modificato le logiche di innovazione, e di conseguenza, le leve del vantaggio competitivo aziendale.
Fino agli anni 70-80 del secolo scorso il modello prevalente d’impresa efficiente era quella rigida e verticalmente integrata, concentrata sull’internalizzazione dei processi e sullo sfruttamento delle economie di scala. Con l’avvento delle tecnologie i costi legati alla progettazione, comunicazione e sviluppo sono divenuti marginali, rendendo obsoleto il vecchio modello d’impresa.
Grazie alla sperimentazione di modelli di business collaborativi assistiamo ad un costante modificarsi dei confini tra imprese e ambiente esterno. Un processo di contaminazione bidirezionale, continuo e circolare, che gradualmente ha interessato tutte le funzioni aziendali. Anche e soprattutto la funzione ricerca e sviluppo.

Al modello tradizionale di closed innovation si contrappone difatti l’ Open Innovation, modello d’innovazione aziendale caratterizzato dalla collaborazione tra imprese e attori operanti fuori dal perimetro aziendale che porta le imprese a sviluppare output innovativi integrando anche input esterni.

Il paradigma della Open Innovation si basa su un assunto determinate: l’impresa per essere competitiva nello scenario attuale non può basare la costruzione di un solido vantaggio competitivo sulle sole risorse interne, per definizione limitate. Si tratta quindi di un approccio innovativo che pone l’impresa al centro di un ecosistema fertile di risorse da integrare o acquisire, ecosistema costituito da altre forme organizzative di sviluppo di attività economiche quali startup, università, poli di ricerca, creativi e inventori.

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Gianluca Abbruzzese
CEO & Founder Lascò