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La paura del successo

Pubblicato il 2 Gennaio 2020
Filosofia & Innovazione
 

Se da un lato abbiamo piena consapevolezza della paura del fallimento, spesso ignoriamo la paura del successo. Possibile? Certo!

 

È la paura della propria grandezza, del crescere, dell’evitare di esercitare il proprio talento, del frenare la realizzazione del proprio potenziale o meglio ancora, come lo definiva Abraham Maslow: Il complesso di Giona.

 

Prende il nome da Giona, il profeta biblico che tentò di fuggire dal suo "destino" e di nascondersi da Dio non ritenendosi capace di svolgere il compito di predicare nella crudele e sanguinaria Ninive.

 

Stando a quanto ci suggerisce lo stesso Maslow, nelle nostre vite come nei nostri progetti di business, siamo portati a rifuggire dal meglio, allo stesso modo di come allontaniamo il peggio. Sembra un controsenso, eppure molto spesso tendiamo all'autosabotaggio nel nostro percorso di miglioramento e crescita. Perché?

Perché preferiamo unirci alla folla, attenerci alle norme sociali e perdere le nostre individualità piuttosto che osare diventare quelli “diversi”. Sviluppiamo la mentalità del granchio, quel fenomeno per il quale, ogni volta che un granchio in un secchio cerca di uscire dal secchio, altri granchi lo tirano giù quando si avvicina alla fuga.

 Il problema non è solo fronteggiare le responsabilità che la crescita implica, il pensare di non saper affrontare difficoltà ed imprevisti, la paura di sbagliare o magari quella di fallire. Abbiamo paura di perdere il conforto del nostro gruppo di riferimento, dove possiamo sentirci al sicuro e "al sicuro" delle nostre decisioni. Abbiamo paura di essere derisi, di attrarre gli attacchi da parte della folla, di perdere la stima di amici o colleghi.

 

Come possiamo contrastarla?

Come sempre, quando siamo bloccati da una paura o dall’ansia in generale, un'occhiata realistica a cosa potrebbe accadere se riuscissimo a raggiungere il nostro obiettivo, può essere un valido aiuto.  Non focalizziamoci su ciò che speriamo accada, o ciò che temiamo potrebbe accadere. Guardiamo a cosa è probabile che accada. Acquisiamo consapevolezza dei nostri mezzi.

Possiamo fare tesoro delle nostre esperienze di successo precedenti per analizzare le reazioni dei nostri amici, i cambiamenti e le motivazioni che sono state determinate dalle nostre azioni. Aiutiamoci inoltre con un piano di salvataggio che ci supporti nell’ affrontare con maggiore serenità  le nostre paure.

Ognuno di noi ha una sua personalità, una naturale vocazione, o come la definisce Hillman un destino, ciò che noi siamo chiamati ad essere e fare, che ci viene ricordato dal nostro daimon. La paura per il cambiamento è naturale, così come il dover abbracciare nuove esperienze, nuove competenze per completare un percorso di fioritura professionale e personale. Spetta a noi scegliere come fare. Possiamo aiutarci con qualche tool oppure fare come Giona, che ritorna sulle sue decisioni e va incontro al suo destino solo, però, dopo essere stato vomitato dalla balena.

 

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Redazione