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Il riccio e la volpe

Pubblicato il 3 Aprile 2020
 

Nel suo saggio del 1953 “The Hedgehog and the Fox”, allo scopo di indicare due differenti approcci alle cose ed ai problemi in generale, il filosofo lettone Isaiah Berlin riprese un famoso frammento del poeta greco Archiloco: 

 

«la volpe sa molte cose, ma il riccio ne sa una grande». 

 

Cosa voleva significare Archiloco e quindi Berlin: le volpi sono in genere più astute, flessibili e versatili in situazioni diverse mentre i ricci, solidi nelle loro convinzioni, tendono ad affidarsi a regole ben definite.

 Ma perché? Soprattutto, in cosa un riccio e in cosa differisce dalla volpe? 

Il riccio vede il mondo attraverso un'unica idea e grande visione centrale, una grande metronomo che scandisce ogni azione o pensiero. La volpe attinge, invece, ad una vasta gamma di esperienze e nei suoi ragionamenti è abile ad integrare prospettive ed idee differenti. 

 

Il riccio non si agita mai, non dubita. La volpe è più cauta, più pragmatica e più incline a vedere complessità e sfumature.

Secondo Kahneman, all’interno del suo celebre “Thinking, Fast and Slow”, i ricci rappresentano eventi particolari all'interno di un quadro coerente, irti di impazienza verso coloro che non vedono le cose a modo loro e sono fiduciosi nelle loro previsioni. Sono anche particolarmente riluttanti ad ammettere l'errore. Le volpi, al contrario, sono pensatori complessi. Non credono in un’unica grande visione, riconoscono che la realtà emerge dalle interazioni di molti diversi agenti e forze, inclusa la cieca fortuna, producendo spesso risultati grandi e imprevedibili. 

In un team di innovazione Il riccio indaga in modo profondo e verticale; la volpe tende ed esplorare più prospettive e possibilità. Una volpe è astuta, veloce, sempre in movimento. Un riccio sa solo fare una cosa sola e farlo estremamente bene. Su Facebook un riccio si divertirebbe a conversare per ore con un amico, la volpe ha messo mi piace a 300 post.

Ovviamente, sia la visione del riccio che quella della volpe hanno le loro virtù e non si escludono a vicenda. 

Nella vita di tutti i giorni, così come in un percorso d’innovazione, è importante lasciarsi guidare da entrambi gli approcci.  Il segreto potrebbe essere quello di focalizzare la nostra attenzione con un approccio complementare volpe/riccio spendibile nei contesti in cui operiamo, a seconda se siamo in una fase di esplorazione (exploration) o valorizzazione (exploitation) . Nell’esplorazione, raccogliamo più informazioni che potrebbero portarci a decisioni migliori in futuro nella fase di valorizzazione prendiamo lavoriamo in profondità su una sola decisione.

Se, ad esempio, vogliamo rinforzare le nostre skill trasversali la curiosità e la flessibilità della volpe ci aiuterà a padroneggiare e raccogliere competenze in diverse discipline, settori, conoscenze, prospettive e argomenti. Per migliorare una skill tecnica, invece, possiamo solo esercitarci in profondità per focalizzare e perfezionare la nostra abilità.

Se vogliamo approfondire una nuova conoscenza, da un lato troveremo utile la tendenza ad una visione equilibrata del riccio; dall'altro, la ricerca delle contraddizioni di una volpe ci aiuterebbe ad aumentare i nostri limiti nel ragionamento.

I ricci allungano le idee, le volpi le rinforzano.

All’inizio di un nuovo progetto o in qualsiasi momento della vita in cui dobbiamo acquisire nuove conoscenze, una volpe è più abile ad integrare nuove prospettive a patto che poi un riccio riesca a canalizzare il tutto con un’azione o decisione concreta.

Nei nostri giorni nostri di quarantena, la volpe è molto più fluida con il cambiamento rispetto al riccio. Aggiungere un po’ di volpe alla nostra quotidianità ci aiuterebbe a contrastare quel senso di incertezza e spaesamento dell’essere imprigionati in una situazione anomala senza alcuna precedente esperienza. Ma se per un attimo ci sentiamo super esposti tra mille dirette video, dati non certo incoraggianti e diecimila task da svolgere insieme, la chiusura di un abbraccio a riccio sarà la nostra più grande difesa.

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Gianluca Abbruzzese
CEO & Founder Lascò