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Il metodo ABCD per le giuste decisioni in base ai nostri valori

Pubblicato il 13 Settembre 2019
Filosofia & Innovazione
 

Prima di prendere una decisione importante ci capita di diventare improvvisamente pigri nel pensare. Concentrati esclusivamente sulla risoluzione di un problema o intorno alla necessità di risolverlo in tempo zero, possiamo imbatterci in questioni morali ed etiche che possono ledere o addirittura contraddire le nostre abitudini, le nostre certezze, i nostri valori.

Ci capita, a volte, di dare vita a giudizi e comportamenti senza nemmeno accorgerci completamente di ciò che stanno facendo. Fred Guy, direttore del Centro di etica professionale Hoffberger e professore associato presso l'Università di Baltimora, in un’intervista di qualche anno fa, ha analizzato come gli adulti siano spesso così impegnati e concentrati su problematiche e questioni diverse da quelle etiche da non soffermarsi a sufficienza a pensare in modo coerente ai propri principi morali. Insomma, partiamo dal presupposto che siamo brave persone e lasciamo perdere. 

Cosa invece che dovremmo più spesso provare a fare è rivisitare e perfezionare il nostro codice morale con l'aiuto di un esercizio “etico”. Possiamo,infatti, analizzare ed esaminare un caso, una problematica, un quesito che ci interessa ponendoci una serie di domande con “la guida ABCD” di Guy

Scopriamola insieme nel dettaglio: 

 

Passo 1 Awareness (Consapevolezza) ovvero: Quanto siamo davvero consapevoli del nostro comportamento?

Per farlo potremmo porci domande del tipo:

  • Conosciamo bene tutti i fatti?
  • Ci stiamo per imbattere in un problema etico o legale? O entrambi?
  • Siamo a conoscenza delle persone coinvolte e chi potrebbe essere influenzato dalla nostra decisione o dalle nostre azioni?

 

Passo 2 Beliefs (Credenze): quali sono le nostre convinzioni morali? Non diamole per scontato. Ciò che decidiamo e facciamo in una data situazione dipende dalle nostre convinzioni morali, principi, valori e virtù o dalla loro assenza.

Dovremmo pertanto chiederci:

  • Che tipo di persona siamo o pensiamo di essere?
  • Potremmo accettare che un determinato  comportamento fosse assunto nei nostri confronti o nei confronti di coloro che amiamo?
  • Siamo sicuri che tutti dovrebbero agire in questo modo nella nostra situazione?
  • Stiamo dando un buon esempio o un cattivo esempio?
  • Continueremo ad avere il rispetto di tutti a seguito delle azioni che stiamo per intraprendere?

Passo 3 Consequences (Conseguenze): possiamo usare la nostra immaginazione per provare ad analizzare le conseguenze per noi stessi e gli altri, non solo nel presente ma anche nel futuro. È l'effetto a catena. Le nostre azioni, infatti, potrebbero influenzare indirettamente altre persone che non conosciamo 

  • Chi potrebbe essere influenzato dalla nostra decisione?
  • In che modo le nostre decisioni / azioni possono influenzare noi stessi e gli altri?

 

Passo 4 Decision (Decisione): a questo punto, date le circostanze, la nostra etica personale e le conseguenze che la nostra decisione avrà sugli altri, qual è la cosa migliore da fare?

  • Ci sentiamo al sicuro se il nostro comportamento, la nostra scelta e le azioni messe in campo fossero reso di dominio pubblico su tutti i media nazionali?
  • Potremmo giustificare le nostre azioni nei confronti dei nostri affetti familiari e agli amici intimi?
  • Quale consiglio daremmo ad un amico intimo che sta per prendere una decisione simile? 

 

Non è facile arrivare sempre alla giusta decisione. Possiamo però imparare ad avere un approccio meno superficiale e più consapevole. Basta prendersi il giusto tempo per porci alcune domande fondamentali. L’importante è non dare mai scontata nessuna azione o attività da mettere in campo basata su un pregiudizio o su un semplice presupposto che dato che siamo brave persone...facciamo sempre la cosa giusta.

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Redazione