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Crowdfunding seriale: perché ricorrere continuamente al crowdfunding per finanziare progetti d'impresa?

Pubblicato il 23 Gennaio 2018
Crowdfunding
 

Ebbene sì, non tutti gli imprenditori sono uguali. Numerosi studi sull’imprenditorialità hanno dimostrato che esistono diversi archetipi di imprenditori, ognuno dei quali con specifiche caratteristiche e modalità operative.

Tra le varie tipologie, una tra le più rare ed interessanti figure è l’imprenditore seriale, un soggetto con una spiccata capacità di gestire sistemi complessi, organizzare risorse umane e materiali e dare vita a nuove imprese, anche operanti in settori notevolmente differenti.  Gli imprenditori seriali appaiono particolarmente abili ad agire nel processo di ideazione, portando in vita di volta in volta nuove realtà economiche. Rappresentano anche figure rare nel panorama internazionale, ed il loro successo deriva spesso da una combinazione particolare di conoscenza ed esperienza acquisita sul campo, e capacità di immaginare nuovi visioni del mondo.

Anche nel crowdfunding vi sono diversi esempi di imprenditori seriali, team di talenti che ricorrono periodicamente al supporto della folla per realizzare i propri prodotti.  Al pari degli imprenditori seriali, coloro che ricorrono ripetutamente al crowdfunding per ottenere finanziamenti sviluppano diverse capacità, e spesso ottengono più del doppio del fondi ottenuti da chi utilizza il crowdfunding one-time.

Integrare quindi il crowdfunding tra le fonti di finanziamento all’imprenditoria consente di raggiungere non pochi obiettivi di profitto e visibilità, normalmente accumulabili in anni di esperienza.

Il percorso non è chiaramente semplice, gli imprenditori seriali hanno spesso in comune l’aver fallito nelle prime esperienze di crowdfunding, ma allo stesso tempo si sono dimostrati tenaci e determinanti. Hanno fatto tesoro della lezione imparata dal fallimento e hanno nuovamente tentato, ottenendo successi ripetuti sino a costituire imprese che ad oggi possono contare su consumatori-backers pronti a finanziare e pre-acquistare i loro prodotti. Grazie al crowdfunding, quindi, questi soggetti sono diventati da inventori, imprenditori.

Così come per gli imprenditori seriali, anche nel crowdfunding, ciò che porta a minimizzare i rischi di fallimento e contemporaneamente ad elevare la quantità e qualità delle risorse raccolta è l’apprendimento, il cosiddetto processo di learning by doing. Nel crowdfunding per condurre una campagna di successo realmente impattante è necessario sviluppare una forte conoscenza e consapevolezza del capitale sociale, ossia della community.

Il capitale sociale, definito come l’aggregazione di attori di un network collegati da relazioni di conoscenza e condivisione, è importante in ogni attività economica. Nel crowdfunding però esso assume una rilevanza ancora più critica. E’ al tempo stesso input e output del processo.

Potremmo definirlo come un ciclo che alimentando la fiducia dei consumatori, alimenta le risorse finanziarie.

A valle delle prime esperienze fallimentari, i serial crowdfunders imparano come gestire la community, come attrarla verso il progetto, anche plasmando lo stesso sugli input derivanti dalla folla. Nelle successive campagne l’esperienza acquisita e il continuo confronto con la folla, anche agendo da backers per altri progetti supportati dalla loro stressa community, permettono agli imprenditori seriali di ottenere i fondi sperati e superare la barriere informativa.

Fin qui si tratta dello stesso processo che attuano coloro che ricorrono per la prima volta al crowdfunding. La differenza è che i serial crowdfunder non considerano la chiusura della campagna una fine, ma un vero e proprio inizio della loro attività imprenditoriale.

E’ difatti proprio nel momento in cui si chiude la campagna che i serial crowdfunders incrementano il loro dialogo con la community. Lo scopo in tal caso è duplice, tenerli informati sull’avanzamento del progetto in termini di reward e spedizioni, ma soprattutto tenere attiva la community e continuare ad essere presenti nel network tramite il dialogo.

Dunque, il fine è costruire un capitale sociale quanto più ampio e coeso possibile, che condivide la vision dell’azienda e che è disposto ad offrire la propria esperienza nel settore e le proprie risorse finanziarie per portare in vita prodotti ritenuti altamente meritevoli.

Non è necessario guardare oltreoceano per trovare casi di serial crowdfunders che hanno utilizzato questo strumento per costruire vere e proprie imprese. Tra i casi di maggior successo internazionale vi è la Ludus Magnus Studio, impresa operante nel settore games.

Dopo i primi due tentativi non andati a buon fine, la Ludus ha raccolto grazie a due campagne di notevole successo tra il 2016 ed il 2017, ben 824.966$. Nella seconda campagna i fondi necessari sono stati raccolti in soli 34 minuti, l’overfunding è stato di oltre il 1455% dell’importo inizialmente raccolto e solo il 3% dei backers non aveva partecipato alla campagna precedente.

Ad oggi la Ludus, nata da un team di creativi italiani, è un’impresa operante negli States. Conta una community di appassionati e finanziatori di oltre 5.000 persone, ed è pronta a lanciare il suo terzo crowdfunding. Non abbiamo dubbi che sarà un altro successo.

La Ludus Magnus, come altre imprese nate dal e grazie al crowdunding, testimonia che utilizzare il crowdfunding come collante sociale e poi finanziario aiuta a costruire validi portafogli clienti, altamente fidelizzati e legati al marchio e ai prodotti che hanno contribuito a far emergere sul mercato.

Scopri i principali fattori di successo della campagna della Ludus, Sine Tempore.

Scarica qui il white paper.

 

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Lucia Michela Daniele
Crowdfunding addicted, Starred Coffee Maker, PhD in Management.