parallax background

Civic Crowdfunding: verso un nuovo modello di società

Pubblicato il 16 Settembre 2017
Crowdfunding
 

Sebbene sia difficile, anche per gli addetti ai lavori, dare una definizione univoca al vasto fenomeno del Crowdfunding, risulta contrariamente semplice coglierne i benefici economici nella dimensione sociale.

Negli ultimi anni si è difatti registrato un incremento sensibile dell’interesse verso il fenomeno della Crowd Economy, legato probabilmente anche alla mancanza di fiducia che i cittadini conservano nei sistemi economici attuali, spesso incapaci di garantire la condizione di Welfare State.

Secondo il dipartimento di Economia e degli Affari Sociali delle Nazioni Unite fra poco meno di 35 anni la popolazione mondiale si attesterà a circa 9,1 miliardi di persone, 7 dei quali concentrati nelle sole aree urbane. La crescita demografica porterà, inevitabilmente, ad un incremento dei livelli di produzione e consumi a danno della qualità dell’ambiente e del tessuto sociale.

In quest’ottica il modello di Economia di Condivisione o di Consumo Collaborativo, meglio conosciuto come Sharing Economy, si presenta dunque come un processo naturale, quasi inevitabile per una gestione sostenibile delle risorse tangibili e ancor di più per lo sviluppo di quelle intangibili, attraverso la creazione di conoscenza condivisa.

Nello specifico il crowdsourcing risulta essere il modello di sviluppo collettivo per eccellenza in quanto prevede il coinvolgimento diretto di numerose persone esterne all'entità stessa che ha ideato il progetto.

Questo graduale cambiamento di paradigma nei sistemi economici, nella sfera pubblica sta producendo una importante innovazione: i cittadini non saranno esclusivamente inquadrati come semplici fruitori di servizi quanto piuttosto come promotori.  La declinazione civica del vasto fenomeno del crowdfunding, sarà il modo in cui, in un futuro prossimo si potrà consolidare la pratica del crowdsourcing riducendo la distanza tra cittadini ed istituzioni, favorendo la partecipazione attiva di ogni singolo cittadino, garantendo trasparenza e rendendo visibile a tutti ciò che per anni nell’amministrazione della cosa pubblica è stato visibile e tangibile solo per pochi.

Sia chiaro, questo processo, non deve essere meramente interpretato come attività propagandistica in cerca di una costruzione del consenso, quanto piuttosto come un’evoluta capacità di ascolto per l’allineamento delle visioni comuni. I processi partecipativi dal basso consentono a milioni di persone di dialogare, di creare, di segnalare un disagio sociale, di comunicare e addirittura di insegnare, anche, alla pubblica amministrazione.

La partecipazione istituzionalizzata e concorsuale dei cittadini alla gestione amministrativa della cosa pubblica, tenta di democraticizzare l’amministrazione modificando il rapporto di separazione tra società civile e organi di governo, superando la questione del decentramento del potere tra pubblico e privato. In tal senso la comunità locale può recuperare la sua antica funzione promotrice dei processi aggregativi, basata su aspetti concreti come lo sviluppo economico territoriale, che porterebbe ad un miglioramento generale del tessuto sociale.

In quest’ottica si muove il Civic Crowdfunding che si propone di realizzare benefici sia per i soggetti promotori di un’idea/progetto da sviluppare, sia per i soggetti che decideranno di supportare quell’idea/progetto finanziariamente con lo stesso approccio del Crowdfunding tradizionale. A cambiare è solo il progetto sottostante, che riguarderà un prodotto/servizio di interesse pubblico. Il Civic Crowdfunding si porrebbe, quindi, come reale alternativa capace di superare quegli interrogativi generati dalla tradizionale idea che i progetti, di norma, andrebbero finanziati con le imposte previste dal sistema tributario locale.

Creare valore per il territorio attraverso pratiche come il crowdfunding civico significa sollecitare la società locale a misurarsi con una continua rivisitazione delle nozioni, delle pratiche, della politica, delle democrazie e delle tecnologie. Significa confrontarsi con un modello di costruzione della società locale, improntato alla conservazione e allo sviluppo dei beni comuni rispettando le regole della coesistenza. Generando quel senso di fiducia che obbliga ad una responsabilità verso se stessi, verso la comunità e le istituzioni, creando impegno civico in grado di mediare tra l’opportunismo dell’interesse personale e le opportunità dell’interesse collettivo.