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Alla ricerca del prodotto 'perfetto': il paradosso di Achille e la tartaruga

Pubblicato il 3 Luglio 2018
Filosofia & Innovazione
 

Immaginiamo di avere per un giorno come mentor del nostro progetto innovativo Zenone di Elea, il filosofo greco vissuto nel V secolo a.C. Di fronte al racconto del nostro progetto innovativo e sulle incredibili migliorie al prodotto che da tempo stiamo sviluppando all’interno del nostro progetto ci avrebbe raccontato il paradosso di Achille e la tartaruga.

Zenone immagina che Achille, noto per la sua velocità, fosse sfidato a raggiungere una lenta tartaruga, alla quale ha concesso un piccolo vantaggio iniziale di circa dieci metri. La tartaruga parte per prima e in un tempo (t) raggiunge la distanza di dieci metri. A questo punto inizia la sua corsa anche il forte condottiero greco.

 

Il paradosso era fondato su questo presupposto: nel tempo che Achille impiega per raggiungere il punto in cui inizialmente si trova la tartaruga, quest’ultima avrà, comunque, percorso un piccolissimo tratto in più. Quando Achille avrà percorso anch’egli questo piccolo tratto, la tartaruga sarà ulteriormente avanzata in un tempo brevissimo.In questo modo essendo gli spazi percorribili tra i due contendenti infiniti, la distanza per quanto piccolissima non potrà mai essere colmata.

Certo sia l’esperienza, senza scomodare il grande Usain Bolt, che il concetto di “somma di infiniti addendi” potrebbero agevolmente smentire il nostro mentor. Eppure resta il fatto che se traslassimo questo paradosso nel mondo dell’innovazione potremmo evitare di incorrere in uno degli errori fondamentali in cui si imbattono diversi team d’innovazione: la ricerca del prodotto perfetto prima del lancio nel mercato.

Attenzione qui non si vuole negare l’approccio al miglioramento continuo che è essenziale nella riuscita di un progetto, ma ciò che va evitato è il chiudersi all’interno dei propri spazi lavorativi a produrre migliorie continue senza disegnare prodotti e soluzioni innovative intorno alle reali bisogni ed esigenze dei clienti.

 

Partendo dal famoso esempio di Levitt: “i clienti che acquistano un trapano non stanno acquistando solo un trapano, vogliono soprattutto fare un buco nel muro”.
Iniziare il nostro progetto  senza considerare il cliente, soprattutto se il prodotto o la soluzione nascono dalla sola ed esclusiva visione nostra e del nostro team con le caratteristiche tecniche da noi stabilite, si rischia di finire nei panni di Achille e, per quanto veloci e bravi si possa essere in potenza, non raggiungeremo mai la nostra tartaruga.

 Un progettazione snella basata su cicli di progettazione, sviluppo e misurazione continui che coinvolgano in ogni fase i nostri clienti e gli altri partner, ci regala un controllo maggiore sul progetto con notevole risparmio di tempo e di denaro, ma soprattutto riesce nell’obiettivo principale di rispondere ai reali bisogni dei nostri clienti.

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Gianluca Abbruzzese
CEO & Founder Lascò